Un interminabile ciclo di eventi che si camuffa tra differenti volti che tramandano le stesse desolate cattive notizie. E' pazzesco. Pazzesco trovarsi con la mano sulla gola e lentamente strozzarsi un po' di più, trattenere lacrime e respiro, in una sconcertante apnea, arrivare a sperare, anche di fronte all'evidenza contraria, che quei sogni non stavano affatto dicendo il vero. Trattenere. Ancora trattenere. Ripetersi senza più un filo di voce che tutto passerà, che non è così importante, che finirà presto.
Ora che dovrei fiondarmi tra le braccia della Vita con l'entusiasmo di una bambina, mi fermo e mi chiedo cosa cazzo dovrà accadere ancora.
La seconda corda del pentagramma in realtà mi aveva dato uno spiraglio di gioia perchè pensavo che avvicinandomi al Sole mi sarei avvicinata a me stessa. Ma il Sole devasta, sovrasta, è una palla di Fuoco indomabile, e dalla gioia passo immediatamente allo sconforto. Sono così io, sono il delizioso sorriso di uno sconforto. E anche lui usa le stesse armi di coloro che in passato mi hanno ferita. E nuovamente devo fare i conti con le omissioni, i pensieri, le paranoie, le bugie, costretta a tenere aperta la mia porta anche a chi non conosco, solamente perchè ne sono all'oscuro. Eppure come vorrei provare a parlare, cercando di comunicare come mi sento e come tutto questo ha e avrà grosse conseguenze. E invece trattengo. Perchè? Credo che questa volta non si tratti più nemmeno di coraggio o paura, solamente di stanchezza. Sono stanca, tutto qui. Delle liti, delle urla, delle negazioni, delle parole inutili, dei giochi dell'ego, dei princìpi improvvisati su cui si cerca di far leva ogni volta che vi è uno scontro. E oltre ad essere stanca sono anche delusa, ma questa condizione sono certa non essere una novità. E' una condizione universale ormai, ho iniziato a stancarmi del mondo intero che ero poco più di una bambina, figuriamoci come possa sentirmi adesso. Il mio corpo sta percorrendo una qualche strana via del martirio, rendendosi immacolato. Sempre più debole nel darmi piacere, sembra non averne più intenzione. Ma esso muta, e sembra invigorirsi, è asciutto e un po' più tonico di qualche mese fa, è abbronzato. Sta trattenendo anche lui. Voglie, impulsi, desideri. E il mio timore è che possano trasformarsi in utopistiche fantasie o perversioni. Non parlo di sesso, di amore, di carezze, parlo di tutto assieme e di tanto altro. Quando qualcosa viene meno e ne senti la mancanza significa che sei ancora in tempo ad andarti a riprendere ciò che hai perso, ma quando ti stanchi di correre, di perdere in continuazione la stessa cosa e di doverla cercare ricominciando da capo, beh, man mano inizia a non mancarti più. E il vuoto che rimane o si colma di qualcos'altro o si auto-sigilla, rimanendo un buco nero, uno squarcio dell'animo che divorerà tutto ciò che distrattamente andrà a sfiorarlo.
Sono bella, ditemi ancora che sono bella. Ma continuate a permettermi di essere - in verità - invisibile, per favore.
Un delirante attimo in cui Tutto si è all'improvviso allineato. Una Spada ed una Lettera, Tre numeri ed unica Legge